Come può aiutare il Digital nel fornire Consulenze Assicurative Mediche Personalizzate. La voce di CASBI.

L’Ingegner Stefano Agnesi, Presidente di Casbi, in occasione del Welfare Day tenutosi a Roma il 7 giugno 2017, sottolinea l’importanza delle nuove tecniche di comunicazione basate sulla multicanalità e sul mondo dei social, fondamentali per fornire informazioni anche in un settore come la sanità che richiede consulenze personalizzate.

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ITALY PROTECTION FORUM – 28 MARZO 2017

ORE 9.30 – 16.30
HOTEL PRINCIPE DI SAVOIA, MILANO

Martedì 28 Marzo dalle ore 9.30 alle ore 16.30, presso l’Hotel Principe di Savoia, si svolgerà l’ITALY PROTECTION FORUM, evento gratuito dedicato al welfare aziendale e al tema della previdenza complementare.

Casbi parteciperà a questo importante evento e alle ore 14, il nostro Presidente Ing. Stefano Agnesi, interverrà alla tavola rotonda “Il Mercato delle Employee Benefits, lo scenario atteso”.

Questo momento di incontro, unico per tale ambito, sarà un’occasione e un’opportunità concreta di confronto anche per conoscere le iniziative e le novità presentate dagli altri esperti del settore del welfare aziendale. Settore nel quale Casbi opera e si impegna al fine di mantenere sempre alti i propri standard qualitativi.

 

CASBI SOSTIENE LA FIMAN

CASBI, la cassa di assistenza sanitaria di Brokers Italiani, sostiene Fiman (Fondazione per le malattie neurodegenerative) nella progettazione di una campagna di sensibilizzazione realizzata in partnership con Federfarma.

Il primo step dell’iniziativa, (in programma dal 7 novembre al 23 dicembre 2016) interesserà 30 farmacia di Roma che, a rotazione settimanale, ospiteranno uno spazio informativo dell’A.I.M.A.N (Associazione Italiana Malattie Neurodegenerative) – Onlus della Fondazione – dove sarà possibile sostenere la ricerca per le persone che lottano contro le malattie neurodegenerative e conoscere una serie di servizi innovativi dedicati, come ad esempio la nuova polizza Long Term Care realizzata da CASBI e rivolta esclusivamente alle persone colpite da malattie neurodegenerative aderenti all’Associazione.

L’iniziativa sarà replicata nei prossimi mesi a Milano, Genova, Torino, Verona ed in altre città del Paese, al fine di alzare l’attenzione sulle malattie neurodegenerative che, anche a causa del progressivo invecchiamento della popolazione, è il fenomeno patologico di maggiore diffusione su scala nazionale e globale. Stiamo parlando di patologie come il morbo di Alzheimer, che in Italia colpisce circa 600mila persone e il morbo di Parkinson, di cui ne soffrono più di 250mila persone.

L’operazione, che rappresenta un caso unico nel panorama del terzo settore anche per via del coinvolgimento strategico delle farmacie, sarà affiancata da una campagna di comunicazione che interesserà radio, televisione, carta stampata e new media.

 

LA SANITA’ NON E’ UGUALE PER TUTTI

Tre quarti degli ospedali italiani a rischio crollo in caso di sisma. Assistenza sanitaria ancora disomogenea tra Nord e Sud. Terapia del dolore poco diffusa nel Mezzogiorno. Elettroschock ancora praticato in 91 strutture spesso come prima terapia. E consulenze esterne che fanno spendere circa 800 milioni di euro, quasi quanto sborsano gli italiani in ticket. Sono molti i nodi al pettine della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del servizio sanitario nazionale, il cui presidente, il senatore Ignazio Marino del Pd, ha presentato ieri la relazione finale. La commissione ha avviato il suo lavoro nel 2008 con 57 sopralluoghi, per lo più a sorpresa, in strutture ospedaliere. Il lavoro della commissione ha già portato alcuni risultati concreti: la legge sugli ospedali psichiatrici giudiziari, i cosiddetti Opg, che fissa una data limite dopo la quale non sarà più possibile ricoverare nessuno, e l’abolizione – dopo il caso di Stefano Cucchi – del parere del magistrato di sorveglianza per i contatti dei familiari con i detenuti ricoverati .

In generale le strutture ospedaliere sono vecchie e insicure: il 75% (circa 200) su tutto il territorio, crollerebbe in caso di magnitudo superiore a 6,2-6,3. Il 60% avrebbe danni per terremoti di intensità 6 sulla scala Richter. Solo l’8% è stato costruito dopo il 1983, anno del varo delle norme antisismiche. Il 16% degli edifici risale a prima del 1934,.

Tra i 34 indicatori scelti per valutare la qualità dell’assistenza, due sono particolarmente evidenti. Il primo è il tempo che intercorre tra la frattura del femore e l’intervento chirurgico. Secondo l’Oms se si superano le 48 ore, diminuiscono le possibilità di recupero, con rischi di disabilità. E costi socio-sanitari. Così gli ospedali più veloci sono nella provincia di Bolzano (l’83% è trattata in tempo), i più lenti in Basilicata (solo il 16%). Indicativo anche il numero di parti cesarei: si va da un minimo del 23% in Friuli-Venezia Giulia e il 62% della Campania.

Per le consulenze esterne nel 2008 sono stati spesi 790 milioni, spesso per servizi che potevano essere forniti da personale già assunto. E i ticket sono stati introdotti per rastrellare 850 milioni.

Terapia dolore sconosciuta al Sud: il 68% dei farmaci antidolore sono usati al Nord, il 26% al Centro, solo il 6% al Sud.

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COUNTRY REPORT 2013: 10% DEGLI ITALIANI TRA I 65 E I 74 ANNI

Il Country Report Italia 2013 – elaborato dall’Associazione di iniziativa parlamentare legislativa per la salute e la prevenzione in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma – traccia un quadro minuzioso sullo stato di salute degli italiani.

Il 10,3% della popolazione residente ha un’età compresa tra i 65 e i 74 anni, mentre quella di 75 anni e oltre corrisponde al 10%. La regione che detiene il primato per il numero più elevato di over 65 è la Liguria, mentre più giovane si conferma la Campania. Di contro, come già accadeva nel 2003, alla Campania spetta anche il titolo di regione con la più alta mortalità d’Italia, sia per gli uomini, sia per le donne.

Circa le prestazioni erogate, aumenta il numero dei pazienti trattati in Assistenza domiciliare integrata (Adi), che nel 2009 si attestano ad un valore pari a 886,3 casi per 100mila abitanti, segnando così un incremento del 6,2% rispetto al 2008. Bisogna poi sottolineare – in relazione alla percentuale di Adi per malati terminali – la profonda differenza che intercorre tra le regioni del Nord e del Centro rispetto a quelle del Sud: rispettivamente 89,6%, 86,5% e 61%. Parallelamente prosegue la riduzione del ricovero ospedaliero, sia in regime di ricovero ordinario (Ro) che in Day Hospital. Nel periodo 2008-09 si osserva una tasso complessivo di riduzione pari al 4,5% , per la modalità in ricovero in Ro una flessione del 2,4% e per il ricovero diurno una diminuzione del 9,1%. Il consumo di antibiotici colloca l’Italia tra i paesi a più elevato uso in Europa, anche se sono evidenti le differenze su base regionale: al centro e nel meridione si registrano valori superiori sia rispetto al dato nazionale che ai valori delle aree settentrionali. Un’analisi del trend dal 2002 al 2010 mostra inoltre un incremento del 4,2% anche se, tra il 2009 e il 2010, si è osservata un’inversione di tendenza (-7%).

La spesa sanitaria pubblica cresce, ma spendiamo meno degli altri nella UE. La spesa è cresciuta complessivamente di 61,8 miliardi, passando da 51,7 agli attuali 113,5. E se consideriamo anche la componente privata si raggiunge quota 144 miliardi. Ma l’Italia spende in sanità il 26,1% in meno rispetto a Paesi come Francia e Germania. Nonostante questo tutte le nostre regioni si avviano a chiudere il 2012 in deficit proprio a causa della sanità. Un dato cui bisogna aggiungere l’ultima rilevazione del Censis, secondo cui lo scorso anno 9 milioni di italiani hanno rinunciato totalmente o parzialmente alle cure per motivi economici.

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2,3 MILIONI GLI ANZIANI ITALIANO NON AUTOSUFFICIENTI

La popolazione italiana continua a invecchiare e di conseguenza cresce il numero degli anziani non autosufficienti, che è arrivato a toccare quota 2,3 mln di cui due terzi con più di 75 anni. Attualmente, solo un anziano su cinque usufruisce dell’Assistenza domiciliare integrata (Adi) mentre cresce il numero dei ricoveri presso strutture residenziali, che sono arrivati ad oltre 300mila. Si tratta di dati comunicati dal Sindacato Pensionati-Cgil in occasione dell’iniziativa L’autonomia possibile per gli anziani. Secondo il sindacato è urgente intervenire sulla questione non autosufficienza attraverso una legge ad hoc.

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RICHIESTA DI RIMBORSI ONLINE

A partire dal 1 novembre Casbi ha ottenuto l’apertura della piattaforma web di Previmedical, per dare la possibilità ai propri assistiti di inserire le richieste di rimborso online.

Accedendo all’indirizzo https://webab.previmedical.it/claim-casbifull-iscritto/, dopo aver cliccato su Login e aver inserito le credenziali che Previmedical ha comunicato tramite mail ad ogni assistito, gli utenti potranno inserire e inviare le domande di rimborso direttamente alla Compagnia partner di CasBi.

Qualora l’assitito non abbia ricevuto le credenziali potrà collegarsi all’indirizzo https://webab.previmedical.it/claim-casbifull-iscritto/ ed utilizzare come Username il proprio codice fiscale e come Password la propria data di nascita in formato ggmmaaaa. Successivamente potrà procedere alla modifica della password all’interno del sistema.

Tale procedura è alternativa alla gestione attuale dei rimborsi. Gli assistiti potranno quindi optare per le seguenti procedure:

  • proseguire con l’invio di copia dei documenti delle spese mediche tramite email o posta ordinaria alla Cassadi Assistenza CasBi
  • usufruire del servizio web; in questo caso non dovranno mandare la documentazione alla Cassa o qualora lo facessero, dovranno specificare che il rimborso è già stato inserito con la procedura on line.

Qualora l’assistito decida di inserire il rimborso online, dovrà provvedere anche alla successiva gestione della pratica, nel caso in cui sia necessario fornire ulteriore documentazione. La Cassa rimane a disposizione per supportare i propri assistiti in caso di problematiche o disservizi del sistema. 

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La cassa previdenziale accetta coppie conviventi? Deve accettare anche quelle gay

Farà discutere la sentenza numero 7176/12 depositata il 31 agosto scorso dalla sezione lavoro della Corte d’appello di Milano in materia di diritti delle coppie omosessuali.

Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” ha del sensazionale il principio espresso secondo cui se la cassa mutua nazionale di categoria riconosce la facoltà d’iscrizione anche al convivente “more uxorio” del lavoratore, allora non può negare il diritto alle prestazioni assistenziali alla coppia gay. Costituisce, infatti, un arbitrio, anche in termine di discriminazione, il rifiuto opposto sulla sola circostanza che la stabile relazione di fatto necessaria ai fini dell’iscrizione intercorra fra due persone dello stesso sesso. Secondo la corte di merito, lo statuto che disciplina l’accesso ai trattamenti integrativi al Servizio Sanitario Nazionale, infatti, deve essere interpretato secondo il principio della buona fede. Nel caso di specie, la cassa mutua di categoria aveva rifiutato l’iscrizione dello storico compagno di un bancario nonostante questi avesse versato regolarmente il contributo in busta paga. Innanzitutto la convivenza fra i due uomini risulta essere stabile come risulta dal certificato anagrafico rilasciato dal Comune di Milano che attesta come fra i due sia costituita una famiglia anagrafica.

Nello statuto non sussiste alcuna indicazione secondo cui il convivente more uxorio da iscrivere all’assistenza integrativa debba essere persona di sesso diverso dal lavoratore già beneficiario delle prestazioni assistenziali. Spiegano i giudici, infatti, che interpretare le disposizioni secondo buona fede, vuol dire anche dare rilevanza alla realtà economica in cui il contratto è destinato inserirsi.

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Entro pochi mesi sul web gli indicatori di qualità degli ospedali

Ancora un paio di mesi e poi sarà possibile consultare su un sito web del ministero della salute tutti gli indicatori di qualità degli ospedali italiani. Nessuna pagella o classifica ma solo notizie utili per le scelte dei cittadini. L’obiettivo dell’iniziativa è di arrivare a un portale dove i cittadini possano conoscere dati aggiornati, rendimenti, elementi informativi su cui basare le loro decisioni. Gli indicatori sono raccolti ormai da diversi anni dall’Agenas, l’agenzia Regionale per i Servizi Sanitari, e da quest’anno il programma Esiti non è più sperimentale ma entra a far parte del Sistema Sanitario Nazionale, anche grazie alla possibilità di far dialogare diversi database sanitari.

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